Gia si vedeva (Enrico Radesca)

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  • CPDL #32553:        (Finale 2008)
Editor: André Vierendeels (submitted 2014-07-27).   Score information: A4, 4 pages, 89 kB   Copyright: CPDL
Edition notes: MusicXML source file is in compressed .mxl format.

General Information

Title: Gia si vedeva
Composer: Enrico Radesca
Lyricist:

Number of voices: 2vv   Voicing: SB
Genre: SecularMadrigal

Language: Italian
Instruments: Basso continuo

First published: 1616 in Canzonette a due voci, libro 3, no. 12

Description:

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Original text and translations

Italian.png Italian text

Già si vedeva il va cielo nel confine,
dell' aria d'ogn'intorno di tenebre,
cinto e armato to minacciar su'l crine,
dell' infausto Dasto Damon pompa funebre.
Quand' il misero giunto la nel fine
della sua vita e d'amorosa febre,
cintro et armato nant' alla sua Fille,
cosi dicea ver fando amare stille.

Ecco per te, o bella Fille al passo
son gionto della morte, io moro, a Dio,
e sospirando nel morir ti lascio
con pura fede il misero cor mio:
Falle tu tomba nell' alpestro sasso
di quel tuo petto e con affetto pio
falli l'essequie almeno d'una sola
lagrimetta d'amor, d'una parola.
 
Che giusto e ben che s'egli mai non puote
impetrar vivo dal tuo duro core
pur un sospir, che lagrime divote
per pieta impetri dopo l'ultim' hore,
e che sopra di me quest' humil more
dichi a te ancora O misero Pastore,
so che per troppo amarmi al fin venisti
de' mesti giorn'e chi me memoristi.

Lasso moristi et io che scorgo in tanto
che la tua morte te nacque dal mi' orgoglio,
con gl'occh'in terr'al tuo bel corpo infranto
della mia ferita mi pento e doglio,
e con devoto e ben devuto pianto
le lagrime ti rendo ch'allo scoglio
di questo petto, con quegl'occhi mesti,
tante volte vivendo indarno desti.

E prego il Cielo che la su ti renda
lucido si tra l'anime più chiare,
e ch'il tuo spirto tra di lor risplenda
come la Luna tra le stelle appare
e sempre sopr'al tuo sepulcro penda
pompa d'herb'e di fior con queste care
note scolpite interno che memoria
faccian cosi della tua bella gloria.

In questo sasso si rinchiud'e serra
un misero Pastor che mentre visse
amo tanto una Ninfa, ch'alla terra
amor più bella Donna non permisse:
ella sprezzollo et ei con poca guerra
sprezzato amante si nel duol s'affisse,
ch'al fin mori da doglia oppresso il core
mal compensato servitor d'Amore.